Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 321
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0329
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; . . . scio vie Danais e classibus unum,

Dt. bello Iliacos fateor petiisse penaies,

lo traduce con questi versi :

’Tis true 1 fouglit aviong the Greehs, that
Late

JVìth sword ancl fire o’erturnd Neptunian
Troy.,

Nnd laid the labour of the Gods in dust;

i quaìi nel yolgar nostro suonano così :

Anch' io pugnai cùlloste greca, è vero,

Che pur dianzi di ferro e foco armata
D alta Nettunia Troja a terra sparse,

E il sudor de gli dei ridusse in polve.

Nel che non occorre , cred'io, far lungo
discorso, per dimostrare quanto yani ed in-
tempestivi siano, anzi al hne del parlatore
contrarj i poetici ornamenti, onde abbiglia
Finglese la simplicità latina. Achemenide
presso Yirgilio ingenuamente confessa esser-
si greco, e di queglì che a Troja furonoj
e questo per non incorrere neilo sdegno
de’Trojani, che poteano venirne d’aitronde
in chiaro, e punirlo poi se non aitro di
To: Yil. X

anen-
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