Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 325
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0333
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dell’Eneide del Caro . Szl

Se cos’i sia lecito dire di una lingua cotan-
to nobilitata, per non parlar di. tant’altri,
da’Despreaux da’Piacine da’Piousseau e da'
Voltaire, vegganlo i francesi poeti, a’cjua-
li ella dà tanto di briga. Io proporrò loro
intanto, se della nostra lingua vagbi fusse-
ro per avventura, una versione de’suddet-
ti versi della Georgica di un nostro celebre
Poeta (i), abiie più che alcun altro ad ade-
guare co’sonori suoi numeri i modi maa-
tovani:

Turgide al buon tepor di primavera
Fansi le terre, e con le aperte fibre
Chieggon la marital virth dei semi .

£’ onnipotente allora etereo Padre
Con i fecondi innori a V ahna sposa
Disceso in grembo, nell' immenso corpo
Si mesce immenso, e de le cose tutte
II Ueto pullular sviluppa e muove .

Dopo cosi magnifici versi, come questi
sono, che altro può mai, caro il mio Er-
znogene, riinanermi a fare, se non se de-

si-

(1) Comante Eginetico .

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