Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 333
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DELl’ EnEXDE DEL CaRO i 535

Ne V apparir del giorno,

adclotta a ragione come esemplare, della
prima in vece, dall’ eruditissimo signor Mu-
ratori nella sua perfetra poesia. Che dire-
mo clelle altre opere del Caro? II maggior
pregio clelle lettere sue, checchè se ne di-
ca, oltre ad alcuni pochi letterarj e pitto-
■xici anecdoti che ci conservano, consisto
nel dixnostrar che fanno, aver lui de’primi
neilo familiarmente scrivere lasciato da par-
te l’afsettazion bembesca; e la sua coraroe-
dia degli Straccioni falsamente mirabile, insi-
pida, e non xnorata, non fa certamente onor
nessuno al nostro teatro. Tale adunque es-
sendo la opinione che io del Caro avea, noa
poteva gran fatto, come vedete, caro il mio
Ermogene , muovermi l’autorità dei nome
suo . Che era adunque ciò, xni domandare-
ie voi dopo si lunga diceria, che dal recar
giudizio contro la sua Eneide da principio
vi riteneva? Se voi mel dimandate, ed io
vel dirò, se vogliam parlare con cotesti sac-
centi nostri. Era ilCaro, come ben lo de-
Enisce il Gravina (1), capo della coltissima

in

(i) Ragio?i poetica lib. I. art. 4-
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