Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 334
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554 Lettere sulla traduz.

in que’tempi letteratura cli corte; e fanii-
gliare essendo, come egli pur era, de’Far-
nesi, usava non ha dubbio con tutti i dot-
ti uomini, a’quali quella casa era aperta,
e che in Pioma erano, centro mai sempre
e ritrovo de’begli spiriti italiani, come el-
la è sede per quelli difortuua. Ora strana
eosa per vero dire pareami, che non aves-
se il Caro in alcun di questi uomini, ai
quaii comunicato avrà la traduzion sua, tro-
vato un Aristarco. E benchè io sapessi,
averla lui nell’estrema sua elà lungi dalla
frequenza di lloma e della corte, nella vil-
1 a di Frascati dettata, il che al giudizio di
pochi per avventura gliela fece sottojrorre :
nè tampoco averla lui potuta col Yarchi
conferire, come egli desideravà (1), e co-
me delle cose sue far soleva; non per tan-
to la mia maraviglia cessava; tanta era la
opinione, che del suo secolo nel fatto del-
le lettere io avea, benchè cominciasse al-
lora a declinare alcun poco: e di cosi po-
ca critica altronde era duopo per iscorger
gli errori, onde sparsa è la Eneide Italiana;



C1) T^edi Leu. 264. v. 11.
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