Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 336
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0344
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd7/0344
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
33{) Lettere sttlla tradtjz.-
dalle sozzure del seicento purgata, pare nori’
conceder gran fatto a sè stessa la libertà
di esaminare , quanto severa co’seicentisti,
altrettanto de’ cinquecentisti, e molto più
de’trecentisti maestri Joro cieca ammiratri-
ce ; di modo che sernbra, fra noi quella
implicita venerazione, ch’era altre volte nel-
la hlosoiia verso Aristotile, essere ora tra-
passata alle classi più basse di umanità e
di rettorica verso Dante Petrarca Bembo e
tutta quella scuola.

Qualunque effetto sx fatti argomenti in
me operassero, ini parve non doversi mai
titubare intorno al vero, ma considerar più
da vicino ed in sè stessa la cosa; che alti’o
in somma non dee da noi esigere l’autori-
tà altrui, che farci meglio ponderar le ra=>
gioni, onde vogliamo a quella opporci. Pon-
deratele adunque, io trovai, sempre più es-
ser vero quello che scritto v’ho, e non ho
ripugnanza alcuna ad essere il pi'irno ad as-
sei'irlo. Io so, caro il mio Ermegene, che
spesse fxate conviene mascherare il vero,
per farlo agli uornini piacere: so di quan-
to battagliare abbia duopo la vei’a critica
contro la prevenzione , cómechè alla iin

poi
loading ...