Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 337
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0345
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Dìxi/ Eneide del Caeo .
poi ne trionfx : e so guanto acri sieno ie
poetiche zuffe, nelle guali ogni solclalo cre-
desi concitato dalDio. Ma che volete? che
altro posso io fare,

* ... ut placem genus irrùabilc T'atum,

se per avventura si credessero alcuni da gue~
ste mie osservazioni offesi; se non che in»
volvermi dell’autorità del Tasso, ia cpial
clovrà senza dubbio altrui gual’ Egida copri-
re ne’ campi di Parnaso? Notati da lui al-
cuni disetti delia canzon del Caro nel dia-
logo dianzi xuentovato, così soggiunge, il
che io volenlieri con tanto maestro ripeto:
Diremo adunque amico il Caro, amico il
Castelvetro, ma piu amica la verità, della
cjuale ci faremo scudo contra gli oppositori ;
perchè noi ragioniamo perverdire, nonper
odio d'altrui, nè per disprezzo .

Che se fossero ancora alcuni, i guali si
jnaravigliassero deiia fama delia Eneide del
Caro, non ostante gli errori ond’eliaèma-
culata; si ricordin costoro, molte altre co-
se essere al mondo ai pari famose di guel-
la, e che il meritan moìto meiio. Fra mil-
le esernpii, ond’altri potrà tessere lungo ca-
To: VII. Y ta-
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