Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 338
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LetTERE SXJLLA TIÌADUZ.

talogo a posta sua, a 1110 giova sceglierne
un solo, clie può per molti valere, e in
cosa non ha guari a ine stesso accaduta.
Dal che argomentar potrassi, quanto spesso
si aweri quella sentenza di Dante, la cui
autorità per avventura coloro persuader po-
tre'bbe, che le ragioni non muovono:

A voce piii ch' al ver drizzan li volti;

E però ferman sua opinione,

Prima ch’arte o ragion per lor s’ascolti (i).

A voi non può essere ignota, cai’O il mio
Ermogene, che dell’amor clelle buone arti
tutte siete cotanto acceso, Ia riputazione ch’
hanno le opere di Giulio Romano, che in
Mantova sono nel Palazzo detto del T, ed
altrove. Nulla di più. erudito, dicesi, può
vedersi deTiudi, nulla di più maraviglioso
de’lavori di quel valente maestro, nel qual
uno rivisse principalmente la gloria del gran
liasfaello, daila cui scuola tanti grandi uo-
mini, come dal cavallo trojano uscirono.
II Borghini (2) ed il Vasari (3) non trova-

no

(O Purg. c. 26.

(2,') Nel suo Riposo lib. III. verso il fine .
(3) yùa di Giulio Romano .
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