Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 339
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0347
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bell’Enetde del Caro i Soq

iio cosi abbondevoli termini, nè cosi lun-
ghi che bastino a giudizio ioro a farne elo-
gio conveniente. Spinto dalla autorità di
cosi gravi autori, dalla universale opinione,
e dalia mia propria curiosità, andai l’anno
scorso a visitare si bei monumenti, sicco-
me io credeva , della grave ed erudita scuo-
la romana. Ma io non saprei dire cla quai
maravigiia fussi preso in veggendo, quanto
poco dopo iunghi e replicati esami si fatte
opere alia espettazion mia corrisponclessero .
Io non dubito punto di dire, che quanto
fu Giulio Romano eccellente nell’architet-
tura, e in certo gusto d’ornare tratto

Da le reliquie del superbo Impero,

aitrettanto fu egli infelice dipintore . II trion-
fo 'di Sigismondo imperadore da lui disegna-
to, e dà più valenti suoi aliievi di stucco
eseguito, è di molto migiiorato dall’intaglio
felice clel Bartoli : la fainosa stanza cle’Gi-
ganti rassembra in moltissime cose ad una
rappresentazion di lanterna magica: la stan-
za di Psiche di poco è superiore alle pittu-
re direi quasi di contado al teinpo di Ras-
faeiio : e il sofhtto della sala clelia guerra di
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