Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 352
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0360
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55a LetteRe! sulla traduz.

presenta, come il più sovente, quasi per
ozio detto l'etptwyiptroi Zevs di Omero.

Talibus inter se dictis ad tecta subibant
Pauperis Evandri} passimcjue armenta vi-
debant

Romanoque foro, et lautis mugire Carinis „

ibid.

In cotal guisa ragionando Evandro,
ne gian verso il suo piccolo ostello :

E ne V andar la v or di Roma el Forot
Ov è quella pià f/onda contrada
De le Carine; ad ogni passo intorno
ZJdian greggi belar, mugghiare armenti.
Che languore !

Io vi faccio qui pur trascrivere la beila
traduzione nella stessa lettera accennatavi di
quel luogo, ove si descrive 1’aprirsi del tem-
pio di Giano .

Ipse quirinali trabea cinctuque Gabino
Insignis, reserat stridentia limina consul :
Ipse vocat pugnas ; sequitur tum ccetera pu-
bes,

yJEreaque assensu conspirant cornua rauco .

lib. VII.

. . II
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