Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 354
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0362
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554 Letttre sulla traduz.

A la dolce aura e la fresc ombra il pose ;

e quello del secondo :

Tuiic etiam fatis aperit Cassaudra futuris
Ora Dei jussu non unquam credita Teucris;

.allor Cassandra

La bocca aperse, e quale esser solea
Derace sempre e non creduta mai,

Jj estremo fine indarno ci predisse.

Nè a questi luoghi dubitar dovrebbesi,
toltane alcuna coserella per avventura, di
aggiunger quello dello stesso libro :

Hei mihi, qualis eratl quantum mutatus ab
illo

Jlectore, qui redit exuvias indutus Achillis,
Vel Danaum Phrygios jaculatus puppibus
ignes !

Sxjuallentem barbain, et concretos sanguine
crines,

Vulneraque illa gerens, quce circum pluri-
ma muros
Accepit patrios,

Lasso me, quale, e quanto era mutato
Da quell’Ettor, che ritornò vestito

De
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