Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 366
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0374
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£66 LeTTERE SULLA tstADUZ.

ro Errnogene, che sapete, la dilicatezzci é
il yero gusto essere come i buoni termome-
tri alle menome difserenze sdegnosx, poichè
le grandi sono sensibili a tutti i sensorj,
anco i |jiu grossolani ed inerti. Chi non
distingue lo Sciampagna dai vin di Grave
q della Mosella? ma i più dilicati solo e
più dotti nella scienza del palato distinguo»
no quello del canton d’Ai da quel di Sil-
lery o d’Avilet. Ora questo è il genere del-
le differenze appunto che notiarao: nè var-
rebbe il dire qnello che per sua difesa di-
ce il Dryden stesso (1) per simili luoghi *
ch'egii ha soltanto sviluppato il senso dell’
autore, senza aggiungergli nulla di estraneo;
il che autorizzerebbe pure certe lunghiere
del Caro, e certe fredde antitesi ancora ,
se a Dio piace, che riprende a ragione ii
signor abate des-Fontaines (2) nella tradu-
zione del padre Catrou; perchè a ben fare
appunto non conyeniasi sviluppare questo

sen-

(1) Nella prefazione alla traduzion delV En ei~
de .

(.2) Nelle note alla traduzio?i dell'Eneide •
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