Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 367
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dejll’ Eneide del Caro. 3Gy

senso, nè torgli quel decente velo , onde
avealo saggiamente involto il Poeta roma-
no . Certa sobrietà e parsimonia di parole
è appunto il carattere di Yirgilio, come
quello di Rubens è un franco pennelleggia-
re e toccar sicui’o; e mal farebbe cbi voles-
se tradur Yirgilio colla dovizia, clirò cosi?
di slile d’Ovidio, come chi copiar volesse
Rubens nella finita maniera di Guiclo .

Io non posso, e in questa parte massi-
ine, ammirare abbastanza Peccellente Sag-
gio sulle tradazioni del conte di Roscom-
inon, cbe dell’ottima indole e bella edu-
cazione sua in varj luoghi fa fede non
meno, che dell’acume del giudizio suo, e
delle veneri oraziane , con cui quello con-
diva .

Fra gli aurei precetti, oncle abbonda que-
sto scritto dalle inglesi Muse dettato, uno
àvvene che fa più ch’altro al nostro caso ;
ed è quello, che chiunque a tradurre im-
prende, esaminar priina d’ogni altra cosa
debba le proprie inclinazioni, e ben cono-
scere qual sia clel proprio spirito la domi-
nante passione * dopo il quale esame con-
vien cercare un poeta, il cui umore col

no-
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