Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 371
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delx’Eneide del Caro . O'ji

sentito il calor d’Apollo; come qnello cho
nell’ultima età compose le sue fayole, ope-
ra dagl’Inglesi ayuta in quel pregio, in cui
sono appo i Francesi le favole del la-Fon-
taine, benchè in genere diyerso; e nell’ul-
tima età eziandio compose la. celebre oda
del T'imoteo parafrasata in nostra lingua (1),
e riscaldata dalla divina musica dell’altro
Timoteo de’nostri tempi Benedetto Marcel-
lo. Del resto si il Caro come il Drydeu
condussero tutti e due a termine la yersion
di Virgilio in brevissimo tempo; l’uno nel-
lo spazio di tre anni benchè la rimasse, 1’
altro di due anni o in qnel torno (2); im-
presa,

* . . operce celeris nimium cnràque carentis ;

per nulla imitando l’autor loro, che quan-
to scriyeva con calore, altrettanto con Jslem-
ma correggeva; a tal che puossi dire si dell’
uno come dell’altro quello, che Dryden ha

po-

(1) Ncl T. I. clelle Opere clel sig. ab, Conti.

(2) Vecli la prefazione cill' Eneicle dell' una t
e le ultime lettere clell' altro .

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