Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 373
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0381
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facsimile
dele/Eneide del Caro .
fu da lui presa quasi per ischerzo, come
esercitazione o simulata pugna per adclestrar-
si alla composizion cl’un poema che mecli-
tava, seguendo per avventura l’esempio dell’
Ariosto, il qual dicesi che per addestrar la
Musa aque’robusti suoi voli portasse in no-
stra lingua varie composizioni si di mocler-
ni come di antichi autori. Ma non si po-
tea egli dire al Caro quello che Crasso dis-
se a Dejotaro, il qual coL piè nella fossa
pensò a locare i fonclamenti di una città?
clel che pare, ch’egli stesso s’accorgesse al-
la fme (1). Dryden poi si paragona, egli
è il vero, nella prefazione dell’Eneide al
vecchio Entello cli Yirgilio stesso, che non
per lo premio combattè, ma si ben per l’
onore ; ma il fatto si è, che il maggior ono-
re che egli ne riportasse fu il superare Ogil-
Lby, e il conte di Lauderdale, se non per
avventura quanto aìia fedelta l’antichissima
Eneicle inglese clel vescovo Douglass nello
stile di Chaucer; come il Caro fra noi vin-
se i Carnbiatori e i Yasi > i Porcacchi, i
Sansedoni, i Pollastrini, e gli altri detrat-

tori,

(i) Vedi la sopraccitata lettera 247.

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