Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 379
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0387
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©■ell’ Eneile BEL CaLO . 'S'Jty:

stato il più sovente tradotto , e per conse-
guente in più maniere deformato ; nè
Venere de’ Medici è stata per avventura
esempio di più storpiature in pittura, co-
me la Didone di Virgilio in poesia .

Ma quorsum hcec, mi direte voi per av-
ventura? Tutto questo proemio (se fatto ad
arte nol voleste, onde far mostra della mia
erudizione) è per dirvi, che anco gl’Italia-
ni prima di Dryden recato aveano del Ca-
ro in alcune parti giudizio men che favo-
revole. Fra questi io ho trovato nella mia
lettura di questi passati dì, che è per av-
ventura la più completa che far si possa
in si falto genere, Lelio Guidiccioni, Ser-
torio Quattromani, ed Ercole Udine sovra
tutti e due. II primo erede del nome, non
del valore del gentile suo Giovanni Guidic-
cioni, nel discorso a monsig. Merlino pre-
jQsso alla sua version di Virgilio riprende
il Caro di aver per sua elezione forte alte-
rata la Eneide senza più: e Sertorio Quat-
tromani, il qual non fu guari, come sape-
te, per certo suo modo di spontanea criti-
ca e discortese, amato da’ietterati dell’età
sua, benchè di acuto giudizio altronde for-
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