Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 382
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0390
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SSz LeTTEPlE SULLA TPlADUZ.

Or qual fosse Diomecle, or quanto Achille;

e sii quel luogo del quinto :

Et primum in scopulo luctantem deserit aito
Sergestiwi,

a cui appone il Caro la similitudine d’mi
augello rattenuto da vischio e spennacchia-»
to; che non è nell’originale. Le altre cri-
tiche quasi tutte od iscusare agevolmente
sipossono, o cadono sopra minuzzerie, per
iscorger le quali fa di mestieri quel micro-
scopio dello spirito, quell’occhio critico del
pedante della Dunciade (i) ; la cui mercè
ogni poro viene a scorgersi, ed ogni pelo
nelle poetiche composizioni. Nè giusta gran
fatto, anzi troppo severa sarà riputata la
taccia, che dà in più d’un luogo 1’Udine
al Caro, di aver lui seguito nella intei’pe-
trazione di Virgilio il Servio, checchè sia*
si scritto comtro questo antico grammatico
e commentatore. Pare in somma I’Ucline

la

(i) Poema del signor Pope, la cui deno-
minazione deiiva da Dunce, che è quanto
dire sciocco in italiano .
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