Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 383
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0391
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dell’ Enejde del Caro . 'SBò

la rabbia avere, non l’arte della critica, ecl
esser piii simile ad uno Zoilo, ciie ad im
Aristarco.

Tali sono le censure, che sopra il Caro
trovate ho cle’cr.tici nostri; per non parlar
cli cpiel poco che ne accenna ii celebre sig.
Matteo Egizio neìie note alla version clel
libro quarto del Quatlromani (1); o di cpiel-
lo che neila stessa occasione indica intor-
no a cpiel luogo del quarto :

Sorgea Vaurora, quaudo surse ancli ella ;

1’ eruditissimo signor Apostolo Zeno nel to-
mo XXIL del Giornale de Letterati. Nè
credo io già, che fra le censure clel Caro
annoverare altrimenti si debba ii testimo-
nio di tutti coloro, che presero dopo lui
a volgarizzar Virgilio, fra’ csuaii è pure il
Salvini; benchè egli dica, godere aha fa-
7>ia , e meritameiUe, la traduzione delL’ Enei-
de di AnnibaL Caro (a). Le quali lievi cen-

sure,

(1) Vedi le opere di Serborio OuaUrouiani
date in luce in Napoli 1724* Per opera del
signor Mabteo Egizio .

(2) Nella pref. alle sabire di L'ersio da lui
volgarizzate .
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