Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 384
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0392
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584 Lettere sulla traduz.

sure, se si corapareramio a’smoderati pane-
girici, non dirò cbe si fanno tuttavia in
voce, ma che sono fatti in iscritto della
version del Caro, scorgerassi vero pur es-
sere, avere in questo fatto gli stranieri per
avventura meglio di noi stessi giudicato,
e avere Dryden, per non parlar dell’abate
Isegnier che accusa ii Caro di prolissità so-
verchia (1), meglio pronunziato di coloro
(per tacer d’altrif i quali, coine riferisce
Lorenzo Crasso, asserivano, che se Yirgilio
scritto avesse nell’idioma toscano, miglior
non sarebbe riuscito 1'eroico suo poema del-
la traduzion del Caro (2); e del Crescim-
beni stesso, che non dubita quasi di met-
tere la Eneide itaiiana a paro colla bati-
11a (3).

Cosi avvien talvolta, gentilissimo Lrmo-
gene mio, che gli stranieri sappian delle

cose

(1) Vedi Storia della volgar poesia del Cre-
scimbejii 2\ II. p. /j3o. edizione di Veuezia .

(z) Negli elogi d' uomini letteratì T. I.
pag. 69.

(3> Storia della volgar poesia T. I. p. 5g5.,
e T. II. 429. ed. di Venezia .
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