Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 7) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-7]

Seite: 385
DOI Seite: 10.11588/diglit.28026#0393
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd7/0393
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
dell’ Eneide DEL CaRO » S85

eose nostre più di noi, ed indichino talo-
ra a’terrazzani di un paese alcuna notabil
cosa, ch'essi avean tutto di sotto gli oc-
chi, e che non sapean per cosi dir vede~
re ; cli modo che siam noi moite fiate, e
non cpuelli, in urbe peregrini. Cosi Cicero-
ne, come sapete, homo Arpinas, (i) disco*-
perse ed indicò a’nobili Siracusani il se-
polcro d’Archimede vituperosamente da es*
si ignorato .

Io non posso, gentilissimo Ermogene mio,
chiuder questa lettera senza un tratto di
rnorale letteraria, per cui scorgerete, sem-
pre più esser chiaro quello che nelle supe-
riori mie lettere v’indicai intorno alla don-
nesca fecleltà de’traduttori : e questo tratto
sia frutto principale di questa lettera per
yoi, come fu per me frutto deila misera
lettura per altro da me fatta a questi di.
Eccovi di questa verità testimonio un sag-
gio delia traduzione del libro primo della
Eneide data da M. Alessandro Guarnelii
in ottava rima, e da Cristoforo Cieco di
Forli posta in luce in Venezia appresso Do-

me-

(i) Gic. Tusc. cjuaest. lib. V.

To: yil. Bfe
loading ...