Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 35
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0043
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd8/0043
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
1 A P I T t XI R À . 5 b

clì Atchimede, per aver egli gittato l’occhio
alla sfera e al cilindro che vi erano scolpiti
sopra, e che spuntavan fuori dalle pruna-
je, in mezzo alle quali si trovava il sepol-
cro. II lume è un tramontar del sole . Nell’
altro, che rappresenta un vaghissimo paese
con un tempietto rustico in lontano, è fi-
gurato alla bocca di un antro il Sileno del-
la egloga sesta diVirgilio nell’atto che, ri-
dendo delle burle fattegli da Cromi Mna-
silo ed Egle, dice quelle graziose parole :

Carmina qnce 'vultis cognoscite: carmina vo^
bis ;

Hidc aliucl merceclis erit.

Presso al Sileno si vede una stattia di Epi-
curo, ed un basso rilievo, dove è scolpita
Eorigine del mondo. Satiretti e ninfe dan-
ssano nell’indietro del quadro ; e il luine è
una le vata di sole.

Due altri simili quadri ha dipoi fatto il
jnedesimo pittore per il re di Prussia ; e
si veggono neila famosa villa di Sansoucy,
insieme con di vaghe pitture delia scuola
francese, co\YAntinoo in bronzo ehe fu già
C z del
loading ...