Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 39
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laPitturà. Sg

tì. lo yolli un tratto far prova deH’abiHtà
di qualcimo cli costoro; e fu cosa veràmen->
te singolare. Comperai per sette o otto li-
re un vecchio quadretto clella scuola cle’
Maganza sul fare di Paolo ; ma in efsetto
ne era tanto lontano, quanto clal latino di
Cesare è lontano il latino degli Ussari. Que-
sto quadretto fu ricoperto tutto e ridipinto
da un bravo pittore, che veramente ha del
sapore di Paolo. Pas^ò quindi nelle inani
■di un valent’uomo che seppe così ben fa-
re, che in cinque o sei giorni e’diecle a
questa pittura, così fresca come ella era,
almeno almeno un cencinquanta anui. Tan»
to egli ne ribassò le tinte, le venne man-
giando qua e là; e tale fu la patina di che
la seppe sporcare. Io presentai quel pastic-
cio al re di Polonia, acciocchè egli vedes-
se che in Italia posseggon i’arte d’imitare
i vecchj quadri, quanto alla Cina la vec-
chia porceilana; e che questo nostro seco-
lo nei contraffar le opere antiche non la
cede punto nè a quelio di Leon decimo,
nè a cjuelio di Augusto .

Yorrei, se fosse possibile, che in leggen-
clo questa mia filastrocca ella preridesse quel

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