Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 42
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0050
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd8/0050
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
42 LkTTERE SOPSA

costole un dio: e massimamente in questa
nostra età, che gli artefìci poco o niente-
studiosi, non si possono in molti passi regr
gere e condurre di per sè, che ie iettere
e ie arti non si sposano più insieme; anzì
pare che ie cose belie abbiano fatto divor-
zio tra loro. Governati i pittori da una
mente ad essi superiore non caderebbono
in inolti errori ; in cui cadono aiia giorna-
ta ; quello che conyiene servirebbe loro di
scorta in ogni loro fantasia, e non dipin-
gerebbon cose che hanno ripugnanza coi
luogo in cui sono dipinte. Non parlo io
già di coloro, che nelie volte fan vedere
il pavimento di una stanza, ed anche a un
bisogno vi hanno rappresentato dell’acqua.
Sono questi errori troppo massiccj, diciatn
così, di grammatica pittoresca. Benchè ne
sono invalsi alcuni altri ed hanno preso pie-
de, che per esser fatti cotnuni. non sono
forse meno massiccj . Queiio per esempio
di dipinger colonnati e logge scoperte nel-
le stanze dove uno dorme, e si scaida al
cammino; queiio di fìgurar nuvole profeti
e sibille ne’ pennacchj di una cupoia , e co-
prire iu tal modo le membrature principa»

K,
loading ...