Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 58
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0066
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd8/0066
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
Bè Lettere sopra

clii mesi più nuoyo) non ò da sperare: nè
ineno chi ritocchi le j)roprie sue opere.
Che saràpoi, se oltre una tal raagagna ven-
ga ad apparire quella ancorà più sconcia
di assai, che certamènte apparirà, se uri
mediocre pittore si attenti di metter mano
nelle cose di qualche insigne raaestro? Ben
ella dee ricordarsi di quanto riferisce il Dol-
ce nel suo dialogo della pittura. Avea fra
Bastiano rifatte nelle camere del palagio
del Papa alcune teste di Rafsaello guaste
da’ Tedeschi nel sacco di Roma ; le quali
/vedute da Tiziano, domandò allo stesso pit-
tore, che per quelle camere il conduceaj
chi era stato quel presuntuoso ed ignoran-
te, che aveva imbrattati quei volti ; non
sapendo però che Bastiano * gli avesse ri-
formati, ina veggendo solamente la scon-
cia difsereriza che era dalle ..altre teste a
quelle. Ma chi potrebbe aggiunger nulla
alla pienissima lettera sua? Io aìtro non po-
trei che applaùdire a quanto ella vi dice :
e mi sottoscrivo d’avanzo a quanto ella di-
rà nelsaltra sua sul ritoccare i dipinti a
olio. Piaccia aDio, che la verità delle suè

ra*
loading ...