Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 65
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0073
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd8/0073
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
laPittura. 65

per quanto possono , alla perfezione di
quella idea ; s’innamorino dell’arte, e ve-
dranno finalmente auch’essi i miracoli d’
amore .

In alcuni paesi vorrebbono pur dar col-
pa dello scadimento della pittura, non al-
la freddezza degli artefìci per l'arte, ma
al difetto di un’accademia simile a quelle
che sono in Roma, qui in Bvologna; e do-
ve non ce ne sono presentemente ? quasi
che un Tiziano, un Giorgione fossero sta-
ti accademici di s. Luca, o clementini.
E il nostro Tintoretto cacciato dalla scuo-
la di Tiziano non si mise egli soio soletto
con pocbi gessi in un granajo ; e non ne
uscì quel grandissimo pittore, quale nessu-
na accademia ha formato dipoi?

Gli stessi ajuti e le facilità, che dànno
a’giovani le accademie, producono quanto
al sapere il medesimo efsetto che i lessi-
ci, e ìe compilazioni, che sono ora tanto
di moda. Dopo il Calepino del Seminario
si scrive forse meglio in latino che si scri-
vesse a’tempi di Leon X.P Dopo un Des-
godez si veggon forse sorgere migliori fab«
briche, che quando i Serlj e i Palladj era-
To: VIII. E

no
loading ...