Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 69
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0077
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L A P I T T U R A >

cìie de’loro Apelli e de’loro Zeusi si pos'

sa avere quella opinione , che si ha de’So-
focli o degli Omeri . Tale è la forza dell’
argomento contro Ia scienza pittorica degli
antichi ; il quale ha molto in verità dello
specioso , come quello, che oppone alle
conghietture che altri può fare ; o alle au-
torità che allegar potrebbonsi , i fatti me-
desimi, che si possono vedere da ognuno.
Pure s’ egli è lecito arrischiar il proprio
sentimento in una tanto avviluppata qui-
stione, io direi che i fatti che abbiaino
non sono sufficienti a deciderla , sicchè
non debbasi ricorrere piuttosto a quei lu-
mi, che ne può fornire il discorso . Egli
è in primo luogo da considerare, che i
quadri antichi che ci sono rimasi sono dei
tempi moderni , dirò così , della pittura ;
la quale fu nell’auge suo nel secolo di A-
lessandro , ed era già in gran decadenza
nel secolo di Giulio Cesare e di Augusto .
Si doleano a quel tempo gli uomini di
buon gusto , che gli artefici cercavano di
abbagliare con Ia vivacità del colorito , e
con gli efsetti del chiaroscuro ; ina che
più non cercavano , come gli antichi, la

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