Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 70
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0078
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd8/0078
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
Lsttere SOP&i

esattezza nel disegno ; la verità nella espres*
sione degli afsetti (1) : e si ricercavano a
quel tempo le pittnre di Apelle e di Par*
rasio , come monumenti di un’arte quasi
morta ; a quel modo che si ricercano ora
da noi le pitture di Rasfaello e del Go-
reggio . E' da considerare in secondo luo*
go, che i quadri antichi che ci sono ri-
masi , e sopra i quali sono da noi fondati
i nostri argomenti , sono quadri di arte.fi-
ci, ch’ esser non doveano de’ migliori an-
che ne’tempi più infelici dell’antica pittu-
ra. Donde furono eglino disotterrati cotesti
quadri ? Da’sepolcri di private famiglie ,
dove eran dipinti sul muro > da fabhriche
o tempj di non gran conseguenza ; se si
eccettua la pittura di Coriolano trovata nel*
le terme di Tito , dove la prospettiva, co-
me apparisce nel campo e nel piano del
quadro , è assai bene osservata . Non par
verisimile, che dai Romani, i quali la pit-
tura aveano in tanto pregio , fossero ado-
perati i migliori artefìci per simili quadri,

che

(ì) Dionisio Alicarnasseo in Isceo. 1. 104*.
citato da Roliin cap. Paitsia .
loading ...