Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 105
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0113
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L A P I T T U R A . to5

cielo dall’universale; rnentre pochi son (juel-
li che aminiririo chi si affatica di rimette-
re in piedi lo stile del Chiarini del Metel-
li del Curti. La città pecorona è pur cpie~
sta nostra, diceva il dotto Albani; che co-
me uno grida , tutti gridano e corrono x elo
perchè ncn sanno. Ma la verità si è, che
da cotesto corifeo al Mauriuo ci corre quel
divario rapporto alle loro opere, che è tra
la spezieria del Cacciari e delloZanone, Si
specchino neJsoffìtti di esse coloro, che vo-
glion dare un fondato giudizio di cotesti
due artisti, Più di una volta noi andammo
insieme dallo Zanone ( ella ben si ricorderà)
non già per cercarvi del riobarbaro o del-
la china; ina per vedervi l’aloè, il repon-
tico, quei teschi di cervo, quelle conchi-
glie, quei coralli così bene introdotti nel-
la volta, e così bravarnente toccati dal Mau-
rino. Io credo che la vaghezza e la leggia-
dria di quel dipinto avrà oramai sforzato
il voto anche di coloro, che non han sa-
puto vedere la bella semplicità e l’aggiusta-
ta invenzione della cappelia di s. Martino , il
pregio dell’avere così ben accordato il fmto
col vero, dell’aver fatto cosx ben giocare
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