Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 111
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0119
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glia e nel nicchione convertiti in altro uso>
e sul dinanzi si vede un bellissimo sarco-
fago di marmo pario, sull’andare di queL
ìo di Metella; e accanto ad esso un gran
tino, che pende sull’ innanzi coila bocca
in giù, e istoria assai bene col sarcofago.
Dall’ altra banda ci è il principio di un cor-
donato che scende in un sotterraneo. Tut-
te le parti sono, si può dire, cayate dall’
antico, e perciò sonosi fatti particolari stu-
dj. II dorico è senza base. In vece di tri-
glifì ha una fettuccia, che si rigira sempre
in quadro, e cammina dipoi lungo le pa-
tere e i teschi : ed è bella invenzione ri-
cavata dalle antichità romane del Piranesi.
Di essa mi sono servito tanto più volentie-
ri, che il portico è fatto a volta. Ella si
ricorderà la sentenza lanciata dal padre Lo-
doli contro al Sansovino, che nelle Procu-
ratie ha fatto il portico a volta con i tri-
glifi al di fuori : tu mi rappresenti al disuo-
ri le teste de travi, che debbono sormare il
sosfitto del portico ; e dentro non ve n ha
vestigio ne segno alcuno : tu smentisci ìa
fabbrica e la ragione. Ora, non ci essen-
do i triglifi, il mio fregio si può prendere

come
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