Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 115
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0123
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LA PlTTURA. Ìl5

lommei e non prima> fosse nell’Egìtto in-
trodotto il culto di Giove Serapide i Talé
si è il Giove che è hella nicchia; e nella
parte della cornice, che ad esso sovrasta
potranno leggere gli antiquarj . . . i,

• • t» 0 • t èaè tè»»»

che torna in volgare: Al padre dei viven-
ti e dei morti Tolommeo Filadelfo re : dico
gli antiquarj, tra perchè la iscrizione è in.
greco, e perchè è rnezzo logora dal tem-
po ; il che la rende più preziosa allo stu-
dio di un erudito, e più bella agli occhi
di un pittore .

Ora tutti questi quadri aspettano di es-
sere animati da macchiette di sua mano.
Nella cantina ch'è dipinta da Maurino , &
da lei meriterà di non -avere imbottato che
vino di Peralta o di Toccai, ci vorrei una
donna tenente conl’ùnamano un’ùrna so-
pra la testa* e con l’altra un ragazzo che
montasse dal sotterraneo su per il cordo-
nato ; e dietro al sarcofago di marmo pa-
rio, che convertiremo ad uso di far buca-
to, ci vorrei altre donne con qualche put-
to, che ritto sui piedi e coile mani sui lab-
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