Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 122
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0130
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122 LeTTERE SOTB.À

cibile a rigorosa pianta; come credono aL
cuni; che nell’architettura non si possa riu»
nire una facciala nel gusto di Sanmicheli
o del Palladio, col comodo interno degli
appartamenti aila francese. La iinpresa è
disslcile in vero, ma possibile, ed è della
natura del maritare iirsieme nella poesia il
buon senso e la rima così, che nori abbian
lite tra loro ; cosa in vero da pochi, ma
senza la quale la poesia non è altro che
una fanciuilaggine, una bagattella armo-
niosa .

Ora parmi vedere i suoi quadri belli e
fatti. Parmi che in questo secondo ella pi-
gli per guida il suo Pannini. In fatti egli
è mirabile, quando ha tolto a rappresenta-
re l’interno di un qualche bello edifìzio,
dove il lume ha da essere piuttosto quie-
to. Mi ricordo di un san Pietro che già
vidi dal cardinale di. Polignac, di un san
Paolo che aveva il dottor Mead a Londra,
ch’erano si può dire i modelli di quelle
chiese. Qui neila stanza donde le scrivo io
ho sotto gii occhi un Panteon, ch’egli di-
pinse anni sono per me, ed è cosa vera-
mente degna. Se non che il più bel qua-

dro
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