Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 126
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0134
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ìa6 Lettere sopra

fosse risaputo. Le so ben dire, che sarem-
mo lassati di temèrità, e condannati senz’
appello . E'vero, che quegli autori non so-
no al preseute tenuti in gran concetto. Se-
gno è di questo , che si va, per tutt’ altra
strada che per la loro. Ma non importa;
quella stessa ignorànza> che fa che non si
stimino> fa ancora che non si sanno criti-
care, nè si vorrebbono udire criiicati da
altri. IJ Dentone il Mitelli e il Colonna so-
no i tre lumi senza dubbio della quadratu-
ra bolognese : ma questi lumi pur hanno
anch’essi qualche scurità che gli rarmugola.

IlDentone, così esatto per altro, ed an-
che specchio per gli stessi architetti, ha fat-
to talvolta le architravature troppo larghe,
e da non jpotersi reggere ; ha fatto posare
gl’interi ordini su’mensoloni, non sul vivo
del rnuro, come nella sala della casa Yiz-
zani in strada maggiore ; ha Jbitto l’jonico
non abbastanza svelto, ma tozzo quasi a fog-
gia di toscano; il cne si vede nella famo-
sa prospettiva dei Servi, dove raccontano
che si accoppasse un cane ingannatovi da
certi scalini e dal piano »

II Colonna, che ha dipinto così tondo e

di
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