Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 127
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0135
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facsimile
L A PlTTURA. 12. s

rilievo, così grandioso nelle sue inven-
zioni che chiamar potrebbesi l'Annibale del-
la quadratura, non si può negare che non
sia farraginoso di soverchio ; e ciò mostra
singolarmente la celebre sala de'Locatelli
da lui dipinta, dove ci è tanta roba, che
se ne empierebbono tre gran saloni. Ha
pigliato ancora delle licenze da non s.i com-
portare in niun moclo, per quanto si voglia
condonare a'pittori: e certo niuno gli vor-
rebbe passare quell’aver rotto le membra-
ture principali della fabbrica, quell’ avere
traforato con renghiere ed altri suoi ghiri-
hizzi la ossatura, comè ha fatto tra le altre
nella volta di san Bartolommeo . Nel che
fn troppo bene imitato dal suo allievo Piz-
zoli nel per altro assai lodevol sofiitto del-
3a Madonna del soccorso .

II suo compagno Mitelli tanto lindo ne*
suoi dipinti, così vago di tinta, e di tale
nobiltà, che nel suo genere è il Guido,
si non lascia di aver anch'ègli le sue tac-
cherelle. S’incontrano spesso nelle sue ope-
re delle colonne troppo mngre, delie basi
gofse e di cattivo gusto, dei capitelli dori-
ci bislunghi fuori di ogni giusta proporzio-

ne.
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