Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 129
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0137
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facsimile
laPittura. 129'

tà clie sente dell’antico, di una ingenuità,
dirò così, nel dipingere senza pari, direi
cjuasi, ch* egli ha la palma tra’ suoi rivali :
e non so se la cappella, che è nell’Annun»
ziata da lui dipinta, non sia forse il capo
d’ opera della quadratura bolognese .

Così pure ha adoperato e adopera il'Mau-
rino : e jperò egli tiene ora il. campo ; nè
è dacrediere, che si presenti chi gliel con-
trasti. OÌtre alle cose degli antichi maestri,
ha guardato ancora a’moderni; e ciò per
fecondarsi la mente, atteggiare in più mo-
di l’ingegno, e pigliare il buono ovunque
e’si trovi. Una prigione del sig. Antonio
Bibbiena non piena di tritumi e di trabic-
coli, non soverehiamente traforata, ma so-
da, di regolata. pianta, e ben massata di
lume , ho io fatto novellamente copiare
a lapis; ed egli l’ha toccata di acquarello
e di penna con grandissimo suo piacere.
Ma qual piacere non sarà il suo al veder
le belle fabbriche diVenezia di Verona di
iVicenza, e le reliquie del superbo impero
sovra ogni cosa, che pur si conservano in
Roma? Io ce lo condurrò il prossimo inver-
no ; e parmi fosse pure il gran peccato a

To: VIII. I

non
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