Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 135
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0143
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LA PlTTUHAì l35

tTi qilello infelic-e re dal Vandike; il farno-
so cavalio di Marco Aurelio, che è in Gam-
pidoglio; e quelio di Nonnio Baibo trova-
to in Ercolano, che ha più faina di tutti,
ed è il Brigliadoro o il Bajardo di quanti
cavaili fossero mai forinati per mano d’uo-
ino. Ed io ho milie voise osservato, quan-
do i cavalli o i buoi sono alla pastura, nel
quai tempo vanno lentamente, e stanno un
pezzo su’piedi, che camminano veramente
a quei modo che cammina il corsiere di
Baibo, e la rozza del Guercino : e così par-
mi voler ragione che sia, con tutto che vi
abbiano in contrario l’autorità, e i ragio-
namenti del famoso Borelli. Egli sostiene,
che il quadrupede cammina, e camminar
dee non alzando i piedi diametralmente,
ma alzandoAi dalla istessa banda. Confuta

O

la prima cosa, per quanto mi ricordo, la
volgare opinione, come egli la chiama, la
qual vuole che lo incesso dello animale,
supponendo ch’egli alzi i piedi diametral-
mente, sia più fermo d’assai, e men sog-
getto a ruina, dello incesso parallelo. Che
si trovino, dio-’egli, in aria nel medesimo
tempo due piedi, sieno questi diametralmen-

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