Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 138
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0146
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i38 Lettere sópra

là dipinte, esser dovessero famose a quei
tempi, in cui non pochi fìorivano valenti
inaestri di cappella; e però lasciai commis-
sione, che fossero fedelmente copiate. Le
ebbi Faltro dì, e le feci subito provare sul
gravicembaio. Sono quali io appunto le im-
maginava, andanti, naturali, di un carat-
tere semplice, e pur lontane dalle tante
infrascature di oggigiorno. Una tra le altre
ce n’ è, la quale dice :

Fiumi e fonii, boschi e monti,

Sassi e sterpi, fiere e serpi,

Ascoltate i iniei lamenti-,

Ch’ a pietà muovono i venti;

di un così beilo andamento, e di tale es-
pressione, che Chiabrera rajrria forse chia-
mata poesia greca. Le includo in questa
rnia perchè ne facciate dono al padre mae-
stro Martini: chi sa non trovin luogo nel-
la sua biblioteca, e non meritino di entra-
re anch’esse nella storia, ch’eglista ora tes-
sendo della musica ?

Da casa Chiarelli andai al Rosario, dove
ci è una cappeìla fondata, e pitturata dal

Guer-
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