Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 148
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0156
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd8/0156
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
Lettere sopra

la, che sorge di mezzo a una mano di gra-
dini che la circondano, e rende appunto,
come le cupcle antiche, una sembianza di
calotta. II tempio ha ben trentadue piedi
di diametro, e non vi so dire abbastanza,
quanto ne sieno eleganti le proporzioni i Da
un capitello all’altro delle colonne del por-
tico si veggono pendere in aria dei festoni
fatti di stucco ; del che non credo ci sia
esempio. Della fabbrica della villa* più to-
sto teatrale che aìtro, non vi parlo, che
ne vedrete la pianta e Talzato nel libro del
Palladio. Ben vi dirò cosa che non è no-
tata nel libro, e che riesce inirabilmente
in pratica; ed è, che nelle stanze in luo-
go di cornici sono poste delle fasce assai
leggiadramente ornate, che tolgon suso la
Voita. Le cornici, che porgono multo infio-
ri, se sono in luogo chiuso , lo fanno stret-
to e sgarbato: così disse il Palladio mede-
sinio: e meglio anche soppriinendo in tut-
to le cornici nello interno delle stanze; il
che vorrebbe essere imitato da tutti gli ar-
chitetti, per la ragione ancora, che la cor-
nice al coperto è del tutto inutile *

Quanto saria desiderabile che delle opd'

re
loading ...