Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 150
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0158
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\ìjò Lettìre SOPRA

Hanno lavorato à gara a ricamare, diró co»
si, quelie belle arcliitetture Battista Franco
i’India il Ridolfì Paolo Veronese il Vitto-
ria, e altri valenti artefici di quel secolo.
Ci si vedono le più peregrine invenzioni
del mondo, le più aggiustate al sitó che
un possa immaginare. E' da credere sieno
state ordinate dal Palladio, o almeno coa-
certate con esso lui ; tanto bene aecorda-
no, e sono in armonia con la fabbrica <.
Peccato che la più parte di così belle co-
se periscano o per ingiuria del tempo, o
per incuria di chi le possiede. Ci vorreb-
be, torno adire, il gusto e il polso ingle-
se per conservarle .

II signor Antonio Zanetti il giovine ha
dato novellamente un saggio di ciò, che
può fare in tal genere la Italia. Ha inta-
gliato alcuni avanzi di pittura del Tintoret-
to di Giorgione di Tiziano e del Zelotti,
che si veggono ancora su per li muri in
Yenezia, e ciò con una esattezza e bravu-
ra che è un incanto. Io ci ho, per vero
dire, una qualche vanità. E’qualche anno,
che io ne l’avea confortato a intraprende-

re
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