Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 155
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0163
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LA PlTTURA. 155

altra cosa per essere stato il primo maestro
di Guido, potrà vedere nella sagristia dì
san Giorgio un Noli me tangere, che valo
il pregio d’essere esaminato attentainente.
Da principio si maraviglierà forse l’ainico
suo che in tanta sua fretta io lo consigli
di perdersi dietro a un quadro, che non
ferma il riguardante nè per correzione di
disegno, nè per forza di colorito, nè per
bellezza di pieghe, nè per singolare intel-
ligenza di chiaroscuro. Niuno di tali pre-
gi trovasi certamente in quel quadro. Pur
nondimeno parmi esser certo, che non se
ne potrà così agevolmente distogliere, una
yolta che ravvisato ei v’abbia la verità di
espressione, e l’afsetto che v’è dentro. Un.
grande incantesimo si è cotesto in pittnra
come in poesia, il quale va a ferire dirit-
tamente l’anima, e fa che si perdonino di
gran difetti, ed anche degli errori a quell’
opera, che ha virtù di appassionarne, e di
ìevarne in certa maniera fuori di noi. Ogni
aitra bellezza senza l’espressione si rimane
ssome inoperosa e fredda.

In~
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