Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 167
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0175
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LA PlTTURÀ. i6y

ricordo del povero Piazzetta, che noiì si
saziava di magnifìcarlo ; Era come ratto in
èstasi dinanzi ad esso : questi xe visi ! es-
clamò egli un tratto : nu depenzemo delle
mascliere ■. Tra i moìti pittori che còncor-
sero a vederlo uno ne fu * il quale ini dis-
se : il quadro è bello certaménte ; ma mil»
le zecchini sono un bel prezzo altresì ; Si
dieno inille zecchini anòhe a me ; e sé
non faccio ànch’io un quadro come ques-
to, il mal anno che Dio mi dia ; Maestro^
che mestiere è il vostro ? gli dimandai io <■
Eare il pittore > egli rispose * se il ciel mi
ajuti. E se così è , che non fate voi que-
sto quadro ? E chi mi darà i mille zecchi-
ni ? Fate voi il quadro da mille zecchini >
e siate sicuro ^ che due mila e ben ruspi
ve ne conterò io. Ma quel valente maes»
tro è persuaso anche al dì d’oggi della i-
gnoranza del secolo, della freddezza suà
per le cosé belle ;

Ella sì che è maestro, benchè non né
pigli il nome. Kè il Galesiruzzi; nè Santi
Bartoli hanno ineglio conservato ne’ loro in-
tagli ii carattere àntico > ch’ ella si faccià

L 4 ne’
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