Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 168
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0176
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd8/0176
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
*3.W L E T T E R E 'SOPRA

ine’suoi disegni. E chi potea intagliar me-
glio i frammenti del Tintoretto di Giorgio-
ne delZelotti; che standosi esposti alle in-
giurie del tempo sarebbono periti senza d£
lei, e sono ancora, ìa sua mercè, conser-
vati agli occhi della posterità? Ella meglio
di qualuiique altro potrà accendere i nostri
pittori a quelle nobili gare, che souo ma-
dri dello cose belle. Ella potrà venir loro
mostrando anche colle parole, che tutti i
secoli sono di un modo ; che i Mecenati
non nascono come la gramigna; che', per
la naturalezza che ha ruomo a non esser
mai contento, lo stesso Yasari nel felice
secolo dei cinquecento si doleva, che lo
avere a combattere pià con la fame, che
con la fama, come egli si esprime, tien
sotterrati imiseri ingegni, ne gli lascia ( col-
pa e vergogna di chi sollevare gli potrebbe,
e non se ne cura ) farsi conoscere. ( Proe-
mio delia III. parte)

Ella mostrerà a’ nostri pittori , che per
grossi stipendj, che altri potesse toccare,
per buona disposizione, che altri abbia da
natura, niente si arriva a sar di buono, sa

non
loading ...