Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 183
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0191
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ZA PlTTURA'. l8S

per darne giudizio. Tre cose, diceva eglij,
si sogliono domandare ; se il quadro è buo-
no, di che mano sia, e qual prezzo se ne
possa dare. II -prezzo è di cose di afsezio*»
ne, e però arbitrario: il dir di che mano
sia è somraamente difficile, avendo avuto
i buoni maestri tanti buoni scolari ed imi-
tatori: il dire se è buono o no appartiene
veramente al pittore, ed è di sua ragione
ed obbligo il disfìnirlo. Dopo un sì fatto
proemio mi arrisicai a giudicare: e al sec-
co delle figure, a’ioro vestiti la più parte
attillati allapersona, alla composizione spar-
sa, alle forine deìle fabbriche tirate presen-
teinente in prospettiva che adornano i cain-
pi, a’ bassi rilievi che le arricchiscono, giu-
dicai che quei quadretti esser potessero dei
Mantegna; ed io avrei voluto avere allato
nn Mentore pittoresco, quale ella è, per
confermare tal mio giudizio.

Io non dubito punto, ch’ella non fosse
per confermare il giudizio che recato ho
di un Bellini, che è nella sacristia di san
Francesco di Rimini, troppo magnifìcato
dal Yasari, ed è della sua maniera più ta-
gliente e più secca. Del Yasari vedesi ali’
M 4 altar
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