Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 186
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0194
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ì8G Letteri sopra

Zaccaria di Venezia, nè agli altri che po
sero quel maestro nell’ altissimo luogo che
tiene. Dei. pezzi ce ne sono bellissimi, co-
me alcune teste, alcune pieghe, l’indietro
e Taria che è maravigliosamente lucida e
leggieri; ma la gloria è pesante, le Jfigure
in tutta la composizione sono un po’trop-
po ammassate, non vì restando quei respi-
ri che ne distacchino bene i disferenti grup-
pi l’uno dall’altro; e nel nuclo del Santo
vi troverebbono molto che dire gli studio-
si di notomia. In questa parte tanto essen-
Eiale della pittura fu veramente Paolo di-
fettivo di molto, non meno che nel costu-
me e nel decoro, con cui dee il pittore
trattare il soggetto che e’prende a rappre-
sentare. Ma tale è la bizzarria la nobiltà e
la ricchezza delle sue composizioni, la vi-
ta ch’egli dà alle fìgure, la leggiadria del
pennello, la facilità con cui sono o alme-
zto pajono fatte le sue cose, che si debbo-
zio serpassare quei difetti e anche quegli
errori, che ravvisa nelle sue pitture un oc-
chio àddottrinato dalì’arte. Tiarini fu più
dotto di Guido, Tintoretto di Paolo : ma
Paolo e Guido hanno uniyersalmente la pal-

ma
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