Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 187
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0195
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IA PlTTXTRA. 18y

ma sopra Tintoretto e Tiarini, per quel non
so che di geniale e di nobile, che diè lo-
ro la natura, e che con tutti gli studj che
uno fa non giugne mai adimparare. Quel-
lo che ha Paolo sopra gli altri pittori è,
che ognuno vorrebbe entrare, per così di-
re, dentro a’suoi quadri, potervi catnminar
dentro, vedervi quelle parti che rimango-
no nascoste all’occhio. Quegli ariosi suoi
siti, que’grandiosi e ricclri suoi campi, con
le meglio intese fabbriche che uno possa
immaginare, invitano veramente, e con dol-
ce maaia chiamano a sè i rmuardanti. An-

O O

che da questo lato è egli inimitabile. Si
potrebbono citare gli esempj a diecine di
quelli, che inale sono riusciti a volerlo con-
traffare -, un quadro tra gli altri famosissi-
fflo delBonone, che è nel refettorio degli
Scopettini da Piavenna. Yi ha rappresenta-
to nna cena, soggetto tanto favorito di Pao-
lo, ch’egli ha saputo variare in tante ma-
niere tutte peregrine e sempre belle. II qua-
dro è di gran forza; roa si direbbe, cho
un uonio corpiacciuto e colle gotte a’piedi
ha voluto tagliar le capriole, come Michel
© Pitrot »

Nel
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