Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 189
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0197
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1 A PlTTUR Ai 18^

Santo, quella gazza resta col becco apertó
dibattendo l’ali. Simile piacevolezza fu itsa-
ta a tetnpo, dice il Bellori, per denotarà
con la ciregia la stagione di printavera, ce»
lebrandosi il martirio di quel santo il gior-
no 28. di aprile. Ma forse è troppo fan-
ciullesca cosa, perchè introdur si dovesso
in un soggetto così solenne, come è il te-
stimonìo che fa un santo col proprio san-
gue della fede ch’e’professa: e si potrebbe
fare a'1 Barroccio ìa medesima critica, che
Fa Boileau a quel poeta, il quale descriven-
do Mosè salvato insieme col suo popolo a
traverso il mare> che s’aprì per dargli il
passo ,

Peint le petit enfant qui va, saute, revient,
Etjoyeux a sa rnere offre un caillou qu il tient.

Io non le ho fatto parola de’quadri che
sono nelle gallerie della Piomagnaj benchè
la casa Gorelli in Faenza, la casa Albizzint
e la casa Piazza in Forlì sierio assai ricche
di pitture. Più di tutte ne è ricca la casa
Merenda. Quivi briliano nelìa moltitudine
due mezze hgure di Guido, una delle qua-
li rappresenta la musica, l’aitra la pitturas
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