Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 223
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0231
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l’ Architettura.

Alberto Durero, che stato pur era in Ye-
nezia, e che nell’arte dell’incidere aveva
allora il grido, e tra gli altri maestri dell’
età sua teneva ilcampo. Non è nuovo che
a’nomi i più famosi vengano attribuite co-
se, che non han mai fatte de’lor dì. I più
non distinguono che dal bianco al nero ;
le piccole disferenze, le mezze tinte non
sono per gli occhi dell’universale : e d’al-
tra parte si cerca in ogni cosa un capo, a
cui in certo inodo ricorrere. La moltipli-
cità distrae la mente, e le dà noja. Non
vedete voi, come quasi tutti i romanzetti,.
che ci vengono di Francia, sono creduti
dei Crebillon, di quello scrittore, che ai
più casti orecchj sa dire le cose le men
caste, e nelle ingegnose graziosità è vera-
mente autor classico? Tutte le arguzie, tut-
ti i motti, che venivano altre volte detti
in Roma, passavano per di Cicerone; ed
egli scrive a un arnico suoche punto non
se ne maravigliava ; ma Cesare, gli serive
ancora : saprà ben egli distinguere i miei
da quelli che mi vengono attribuiti.

Ecco quanto mi occorre dirvisopra ì’au*
tore delì’antico intaglio di Venezia. Perdo-

na-
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