Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 226
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0234
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220 LiETTERE SOPRA

li abusi, quanto più fanno alcuni gentiluo-
mini di richiamarla all’antico decoro e a'
veri suoi principj. La sola speranza che la
possa risorgere quando che sia, è riposta ìn
qualche buon libro, ch’esca a illurninare il
secolo, poichè a’vecchi libri non vogliono
più dar retta; e in due o tre gran signori
in Italia, che volessero a un tal libro ag-
giungervi gìi esempj. Intanto óhe ritornino
i Malatesti e gli Emmanuelli di Savoja, ii
nuovo Aìberti il nuovo Palladio sarete voi:
e farete cosa veramente da voi a risalire
sino a’principj, alle ragioni della pratica,.
e non istarvene all’autorità, che è l’ordi-
nario melodo degli scrittori di architettura».

Con l’autorità, ben sapete, si salya ogni
cosa. Non ci è sistema, starei per dire^
di moderno autore, e sia quanto si vuole
contro all’arte, che non abbia il suo tipo

Nelle reliciuie del superbo impero :

anzi fanno queste assai volte la maggior guer-
ra ai precetti di Vitruvio. Quegli che pon-
gono i denticoli nella cornice dorica han-
no in favor loro le terme di DiocIezianoa
<b anche il teatro diMarcello., che pure fta

edi*
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