Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 235
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0243
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i? Arcritetturà.- à'5&
lonna; o col dare al dorico quella sveltez^
va, che gli dà qualclie celebre architetto;
-e i più oppcrrrebbono che ciò è un fare con»
tro alla natura deirordine medesimo, adat-
-tando al dorico quelle proporzionij che so-
no proprie del jonico. Non potrebbesi in
somma trovare a quello inconveniente com»
penso niuno, se non con l’aver ricorso -a
tali ripieghi, che con giusti vocaboli chia-
rnati sarieno license. Per terzo io non use-
rei ii diostilo, perchè una tal disposizion©
contravviene alla legge della continuità.
Vedete là due colonne, che si accompa-
gnano e si toccano, quasi due soldati in
una schiera ben serrati insieme ; e poi su-
bito appresso un grande intervallo, u-na di-
stanza *di cinque, sette, e forse anche otto
moduli e più, dall’una all’altra colonna .
Tal ripartizione non può piacere all’occhio,
Oome non piacerebbe all’orecchio una com-
posizion musica, in cui diseguali fossero le
battute. La natura non va per salti, dice
il Leibnizio, ma per isfumamenti insensi-
bili passa da cosa a cosa: e rarchitetto,
che non può imitar la natura nel ritrarr©
iparticolari o gl’individui, dee pur imitar-

la
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