Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 236
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0244
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Q 36 Letterè soprà

la nel non trasgredire, anzi osservare, peì?
quanto ei può, quelle leggi generali, che
veggiamo avere essa osservate nella fab-
brica deirunìverso. Contravvenendo adun-
que il diostilo alle leggi invariabili di natu-
ra, fonti a noi di diletto, come sono ob-
bietti distudio, non può avere in sè quel-
la tanta bellezza che predicano, nè quella
che risulta dalla spessezza delle colonne,
nè quella che dalla rarità. E l’una e l’al-
tra bellezza trovansi riunite nel modo det-
to eustilo, che è il temperato tra il diasti-
lo e il picnostilo ; e trovasi, come il più
elegante di tutti, il piu comunemente usa-
to dagli antichi. E in fìne per qual causa
fare col più quello che fare si può coJ me-
no? E questa è forse la ragione principalis-
sima, perchè dalle colonne binate re^ta of-
fesol’occhio anche dicoloro, che non san-
no diq>oi. a sè medesimi render conto del
perchè, piaccia loro o dispiaccia questa o
quella tal cosa .

Omne supervacman pleno de pectore tnanat.

Bensi
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