Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 248
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0256
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^48 Lettere sosra

essere^n dubbio, se le basi sieno come aL
trettanti piumaccetti posti sotto alle colon-
ne, ovvero se sieno una certa imitazioney
dic’egli, dei ravvolgimenti e nodi degli al-
beri, donde viene il nome di spirce, eon
che le chiamarono i Latini. Non si scosta
gran fatto dalla prima opinione dello Sca-
mozzi il Palìadio dicendo, che le basi rap-
presentano cose, le quali con quei loro ba-
stoni e cavetti pajono per lo soprapposto pes»
schizzarsi » Dove forse altri potrebbe avverti-
re, come ciò non torna con la stessa sua dot-
trina ; da che nel medesimo capitolo, che è
del primo libro il ventesimo, egli pur con-
danna coloro, che a reggere un carico po-
neano in vece di colonne o pilastri cartel-
le o cartocej, cioè cose tenere e molli, ©
perciò non atte a resistere al peso. In tanta
varietà e quasi frastuono di opinioni ho cre-
duto poter proporre Ia mia, e mettere
anch’io, eome si suol dire, il mio cencio
in bucato. Ho stimato più naturale ripeter
la origine delle basi da uno o varj pezzuo-
li di tavolato posti sotto al sostentacolo di
legno; i quali pezzi rozzi da principio, la-
vorati dipoi e ingentiliti dall’arte si ven-

nero
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