Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 258
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0266
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facsimile
Lettehe sopra

sacendo a quella sua cantonata un altro
sopraluogo. Ma si dovrà egli adunque per
tutto questo rinunziare neH’ordine dorico
ad appajare un pilastro ed una colorma ;
in un ordine cioè, che dovendo stare al
di sotto degli altri e sostentargli, può as-
sai volte aver mestieri negli angoli delt’
edifìzio di quello afforzamento ? Non ci sa-
rà egli modo di fare una tal cupola, sen-
za osfendere nè i canoni dell’arte nè gli
©cchi troppo severi? Sta a lei il pensarvi,
e a trovare, se è possibile, nella geome-
tria architettorica questa quadratura delle
metope. Intanto io proporrei uno espedien-
te ; e sarebbe di servirsi in tal caso del
fregio dorico, che pose in opera il Palla-
dio nel chiostro deila Carità, e ch’egli ri-
cavò da varj monumenti antichi, e più e-
spressamente d’ogni altro dal sepolcro di
C. Publicio, le cui reliquie veggonsi tutta-
via in Roma nel luogo chiamato comune-
mente Macello de corvi. Consiste questo
tal fregio dorico, come ella ben sa, nel
porre sopra il vivo delle colonne teschj di
vittime in luogo di triglifì, i quali posso-
no quanto i triglifì medesimi rappresentar

le
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